LA VERA STORIA VENETA
Sono trascorsi alcuni mesi
dall’arresto di una trentina di persone accusate di aver tramato, anche per
mezzo delle armi, l’indipendenza del Veneto dall’Italia, come già accaduto nel
1997. A molti non avrà fatto alcun effetto o, tutt’al più, l’avranno
considerato un atto patetico di nostalgici “rivoluzionari” fuori dal tempo. A
me ha stimolato la curiosità di scoprire il perché e su quali basi fondassero
le loro convinzioni.
Ho letto alcuni libri
e ho consultato vari documenti che mi hanno sconvolto e costretto ad ulteriori
ricerche.
Il risultato cui sono
giunto è che il Regno sabaudo prima e la Repubblica Italiana poi, sono sorti
fondandosi sulla menzogna, sull’intrigo e violazione di patti internazionali.
Capisco che non tutti potranno consultare i volumi come io ho fatto, ma per chi
lo volesse e ne avesse il tempo, invito a leggere:
-
La
cessione del Veneto – Ricordi di un commissario Regio Militare; scritto da
Genova Thaon di Revel;
-
1866
la grande truffa – il plebiscito di annessione del Veneto all’Italia; di Ettore
Beggiato;
-
I
Veneti nella preparazione e nella guerra del 1866; di Giuseppe Solitro.
Come si evince dai nomi, gli
scrittori sono autorevoli, credibili, noti agli storici contemporanei e di
estrazioni politiche diverse.
Per fare un riassunto stringatissimo:
L’esercito Sabaudo è
sconfitto per terra ( a Custoza) e per mare (a Lissa) dalle forze
Austriache-Venete (navi, marinai e comandanti navali erano Veneti e a Lissa, al
momento della vittoria, hanno esultato al grido di “Viva San Marco”). I
Prussiani (che si erano alleati con i francesi e i Savoia) vincono la battaglia
di Sadowa costringendo L’Austria a firmare prima l’armistizio e poi la pace. Il
regno Sabaudo, sconfitto in guerra, è costretto a scendere a patti sia con
L’Austria che con la Francia, diventata padrona del Veneto seguito
all’armistizio tra Prussia e Austria.
Nel “trattato di
Vienna”, firmato il 3 ottobre 1866, veniva dichiarata chiusa la terza guerra di
indipendenza e il Veneto veniva ceduto dall’Austria alla Francia che lo avrebbe
poi trasferito all’Italia, previo il consenso degli abitanti espresso tramite
un plebiscito gestito dalle autorità locali.
Prima del referendum,
sulla gazzetta di Venezia apparve il seguente trafiletto: ” Questa mattina in
una camera dell’albergo d’Europa si è fatta la cessione del Veneto”.
Gli abitanti aventi
diritto al voto erano circa 2.500.000 ma i risultati delle urne furono,
votanti: si 641.758, no 69, nulli 273.
Per esigenze di spazio
non posso enumerare i soprusi (e le violazioni dei patti stabiliti nel trattato
di Vienna) compiuti dalle autorità italiane contro gli abitanti Veneti prima
del plebiscito.
Se molti storici
l’hanno definito “ plebiscito truffa” e anche il nostro contemporaneo
Montanelli lo ha definito “plebiscito burletta” un motivo (e non solo uno) c’è
stato e sussiste tuttora. A voi trarre le conseguenze.
Io dico soltanto: NON
è quello che mi hanno insegnato (e continuano a far credere) nelle scuole.
