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mercoledì 1 gennaio 2014


Immaginazione e realtà

    Premetto che spesso non mi trovo in Veneto e non so quanto e cosa abbiano scritto e detto giornali e TV locali.
          Nel corso del mese di dicembre, sia leggendo i giornali che guardando le varie TV nazionali, ho rilevato che:

- ai media interessa il sensazionale non il reale;

- i media interrogano i più sprovveduti (non sempre ascoltano le risposte);

- i media generalizzano e banalizzano quando non vogliono comprendere le motivazioni.

        

         LE CONSEGUENZE?

          Per i non Veneti sembra che all’ombra di Grillo sia sorto un nuovo movimento di protesta esclusivamente meridionale “forconi” al quale si sono accodati altri gruppi piemontesi e Veneti senza idee e programmi.
         Abituati alle urla e agli insulti, nessuno ha fatto risaltare una pacata esposizione degli scopi  del “ 9 dicembre”.
         Nessuno ha parlato dello spirito autonomo-indipendentista Veneto, diverso da quello propagandato dalla “Lega”.
        Quasi sempre hanno mostrato gli spostamenti dei “forconi”, senza badare ai gruppi del “ 9 dicembre”.
        Ai miei occhi di sostenitore lontano fisicamente, e ignorante sia delle molteplici anime indipendentiste che dei contatti esistenti tra organizzazioni locali e/o nazionali internazionali, è stato come vedere la contestazione una tantum di persone incolte e disorganizzate che sapevano soltanto insultare.

         Soltanto le persone veramente interessate hanno visto la reale situazione dei presidi in Veneto tramite i social network, e il resto d’Italia? All’oscuro di tutto!
           Quanto sono stati validi i presidi e a cosa è servita la contestazione del gruppo “ 9 Dicembre”? A livello locale ben poco, temo; a quello nazionale  addirittura inesistente. Tanto rumore per nulla, direbbe qualcuno.

Io mi chiedo: quante nuove aderenze ha suscitato il subbuglio? Quante menti ha aperto sulla vera storia del Veneto, all’orizzonte dell’indipendenza?

Mi auguro che il risultato del referendum indetto, per l’indipendenza del Veneto, abbia almeno una massiccia partecipazione, benché io tema che ben pochi conoscano comprendano e vogliano il distacco dal resto d’Italia.

         Non era più opportuno attendere prima i risultati  di Scozia e Catalogna, mentre si aggiornavano/informavano tutti i Veneti e successivamente proporre il nostro referendum? I nostri vecchi dicevano:” la presia ga fato i conei orbi = la fretta ha partorito i conigli ciechi”. Alcuni mesi in più sarebbero certamente serviti alla causa indipendentista e non nuocevano sicuramente, mentre questa ossessione referendaria improvvisa mi spaventa non poco con tutta l’ignoranza il menefreghismo e l’indifferenza esistente nella nostra terra.

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