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mercoledì 4 settembre 2013
Autonomia e Indipendenza
I veri politici lungimiranti ed intelligenti avevano già previsto l’esistenza delle Regioni prima ancora che venisse instaurato il Regno d’Italia. Quando nel 1970 venne sancita la nascita delle Regioni a statuto ordinario, sarebbe stato il momento ideale per formare lo Stato Federale. Se vi fossero stati Amministratori “intelligenti” e lungimiranti, con la capacità politica di determinare un vero cambiamento per l’Italia, i problemi attuali sarebbero forse non nati. Certamente i conservatori e i “professionisti” della politica non potevano allora e non vogliono ora permettere una tale libertà. Se in quell’anno avessero concesso alle regioni tutti i poteri decisionali, eccetto quei pochi di valore nazionale, oggi non saremo qui a discutere. Se tutte le Regioni fossero indipendenti (autonome) forse tanta corruzione non sussisterebbe nei gangli di potere. In questo modo ogni regione e ogni etnia si evolverebbe secondo le proprie capacità e potenzialità tendendo tutte al miglioramento generale. I singoli Enti non dovrebbero più attendere, come elemosina, la centesima parte di ciò che hanno versato all’Erario centrale. Avendo una fonte e quantità certa di denaro in tempo reale, potrebbero verosimilmente effettuare programmi a lunga scadenza con la sicurezza della realizzazione in tempi stabiliti e non più aleatori come succede ora.
Come noi Veneti ci riteniamo “popolo” altrettanto possono reclamare i Toscani, gli Umbri, i Molisani ecc. Quindi anche a loro dovrebbe essere concessa l’opportunità di dimostrarsi tali. Se poi talune Regioni fossero incapaci di mantenere la loro autonomia allora potrebbero tornare sotto l’egida del potere Centrale con le penalità consequenziali.
Senza dover guardare eccessivamente lontano, vediamo che in Svizzera come in Germania Cantoni e Land si possono paragonare tranquillamente alle nostre Regioni e tutti sono autonomi e indipendenti per quanto riguarda ordinamenti legislativo giurisdizionale, mentre il penale e pochi altri poteri sono del Governo Federale Centrale. Certamente la nostra situazione attuale è molto più complicata e difficile da risolvere sia perché i conservatori e i politicanti d’oggi non hanno minimamente la capacità e la volontà di mutare una situazione che a loro fa troppo comodo politicamente ed economicamente. Se il popolo Veneto vuole vedere riconosciuta la propria diversità etnica, linguistica e morale è INDISPENSABILE che prima si convinca della propria unicità e specificità, poi unisca TUTTE le forze economiche e produttive in un unico corpo per avere la forza propositiva sufficiente a contrastare e vincere i conservatori e falsi liberali. Può sembrare un sogno, cullato a lungo, che potrà realizzarsi se ci sarà l’unione di intenti senza i campanilismi, inevitabili, in una realtà così unica ma anche così diversa che compone l’insieme delle Province e Comuni, con tutte le varianti dialettali, della unica, incredibile ma riconoscibile Serenissima Repubblica Veneta.
Giuseppe PORTO
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