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mercoledì 28 agosto 2013

Veneto e Indipendenza


Veneto e indipendenza

 

 

Parlare di indipendenza oggi, dopo i danni della “Lega” su questo argomento, può sembrare futile  temerario o improvvido a seconda del punto di vista.

Con tutti i problemi attuali: mancanza di lavoro, carenza di liquidità delle aziende, disoccupazione operaia, rimescolio di razze, pensare ad un Veneto indipendente dall’Italia sembra una discussione da bar o disquisizioni “di lana caprina”. Però…un trait-d’union esiste ed è molto più di un esile filo di seta.

Se si parla di autonomia del Veneto tout-court è necessario convincere la maggioranza non solo dei Veneti ma anche di coloro che vivono ora in Veneto, della necessità, dell’opportunità e dell’utilità di questa operazione.

L’indipendenza è necessario chiederla ora che è un momento di crisi e il popolo Veneto è legato mani e piedi da troppi legami (legislativi, burocratici, fiscali) ed anche volendo non riesce a riprendere un cammino economico positivo; l’opportunità è che altre Regioni (Scozia, Catalogna) stanno effettuando lo stesso percorso

Se si pretende l’autonomia del Veneto, rifacendosi alla Serenissima Repubblica di Venezia, allora è gioco forza riprendere in mano i libri e studiare gli organigrammi, le leggi e le procedure di quella aggiornandole alle tecnologie attuali. Non dimentichiamo però che quelli organismi erano formati esclusivamente da nobili e, praticamente, piccoli mercanti, artigiani e operai non avevano nessuna voce in capitolo.

Al giorno d’oggi quanti sono i veneti che pretendono l’indipendenza? Se fossero una minoranza, prima di intraprendere una lotta, già persa in partenza, è necessario convincere gli altri della bontà, dell’utilità e della necessità di iniziare questa battaglia che sarà lunga. E’ necessario dimostrarlo con argomentazioni valide e proposte serie, non con discussioni esclusivamente teoriche. Si deve far capire agli imprenditori, agli artigiani, agli operai che non si deve soltanto lavorare e produrre, rimettendoci la metà per tasse e balzelli vari, ma operare ed agire per l’indipendenza perché SOLO in questo modo si otterranno quelli sgravi e quei vantaggi che, inutilmente, si sono attesi da sempre da Roma. Si deve far comprendere a queste persone che una realtà piccola può amministrarsi molto meglio ed equamente, può far fronte immediatamente alle necessità con una Amministrazione agile, seria e competente. Si deve spiegare come si intende organizzare la nuova Repubblica, come realizzare il nuovo parlamento, come essere effettivamente democratica, come potrà la popolazione presentare le sue necessità e come “costringere” i governanti ad ottemperare a queste richieste.

Quando si riuscirà a presentare, anche solo schematicamente, questo quadro, soltanto allora, forse, molti comprenderanno il significato di “indipendenza” e di “Nuova Repubblica Veneta”.

Oggi la maggioranza si lamenta della burocrazia, si sottomette a questa necessità, ma non ha la volontà di combattere una guerra, teorica, perché ignora quali opportunità potrebbe ottenere da una vittoria.

Questo è indispensabile attuare per una probabile, possibile vittoria di indipendenza.

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