Questo è un romanzo, in parte storico, in fase di stampa. Troverete soltanto alcuni stralci per farvi un’idea sia dello stile che dei fatti narrati.
E’ il racconto, diviso in due parti, di una dinastia vicentina. La prima parte è in forma romanzata, la seconda ha anche riferimenti storici accertati.
Una coppia di sposi, verso il 1650, scopre fortunosamente un manoscritto di un centinaio di anni prima, nascosto dentro un cassettone ereditato. Lo scrittore, chiaramente un parente, ha messo per iscritto quanto era stato tramandato oralmente in precedenza, inerente la sua discendenza.
Il romanzo ha inizio allorché un comandante di legione romana, verso il 400 d.C., è inviato da Roma ad Aquileia per respingere i barbari provenienti da est; si smarrisce nella pianura padana giungendo alle prime propaggini dei monti Berici. Si rende conto di essere circondato dagli invasori e decide di rimanere sul posto. Attorno al campo militare sorge un villaggio a metà strada tra Vicenza e Padova. Dopo vari scontri con i nemici, a difesa del suo villaggio, muore. I due figli, superstiti, sono l’origine delle casate parallele. Il primogenito riceve tutti i benefici, il secondo eredita nulla.
Per un lungo tratto si narrano le vicende dei fratelli; il primo è il signore e padrone del villaggio, lo governa e lo difende mantenendo il titolo nobiliare; il secondo, privo di mezzi e titoli, si deve guadagnare la nobiltà con la spada o lo studio. Col trascorrere dei secoli, sono rammentate soltanto le vicissitudini del secondo, delle sue generazioni successive che, con titoli di studio o gesta militari, acquistano terre e titoli nobiliari sia in Vicenza che, come soldati di ventura, emigrando in tutta Italia, Spagna e Francia, a fianco di personaggi celebri quali Roberto il Guiscardo o imperatori del Sacro Romano Impero, dal Barbarossa a Enrico IV fino ad Enrico III di Valois re di Francia.
Sarebbe molto gradito un vostro commento alla fine dei pezzi letti.
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